|
VALPIANA. - Al Ministro delle attività
produttive. - Per sapere - premesso che:
H3G (nota con il marchio «3») ha annunciato
che nel primo trimestre del 2006 si quoterà in borsa;
tale operazione sembrerebbe finalizzata a raccogliere
denaro per rifinanziare l'attività di H3G;
H3G ha appena negoziato una ristrutturazione del
debito per 3 miliardi di euro. L'indebitamento finanziario lordo
della holding è pari a 3,9 miliardi che equivale alla posizione
finanziaria netta;
dalla stampa specializzata nei primi mesi del 2005
si è appreso che H3G, a far data dal 1o aprile 2005, avrebbe
esternalizzato la rete UMTS insieme ai lavoratori della divisione
tecnica (tramite appalto più affitto di ramo d'azienda),
in modo tale da spostare una parte consistente dei costi di gestione
su ENSI, una società-contenitore del gruppo Ericsson;
l'operazione avrebbe raggiunto il proprio scopo dal
momento che ad agosto 2005 H3G ha dichiarato che il proprio margine
operativo lordo era diventato positivo;
l'esternalizzazione, a giudizio dell'interrogante,
presenta aspetti non chiari: dal contratto di affitto stipulato
con ENSI risulta che il cervello della rete e della divisione tecnica
sono rimasti in H3G (compreso l'ufficio acquisti), così che
il personale esternalizzato continua di fatto a lavorare sotto il
controllo di H3G, in violazione delle norme che regolano il trasferimento
di ramo d'azienda e la somministrazione di lavoro;
inoltre, in spregio al protocollo d'intesa firmato
dai sindacati, H3G ha sottoscritto il contratto d'affitto di ramo
d'azienda con ENSI, mentre l'appalto è stato stipulato con
la casa madre Ericsson;
cosa ancor più grave, i due contratti (affitto
e appalto) non sono stati vincolati l'un all'altro nel senso che
Ericsson può lavorare per H3G a prescindere dalla disponibilità
del ramo di azienda da parte di ENSI;
dalle cifre apprese dalla stampa specializzata si
può dedurre che allo stato attuale ENSI stia spendendo per
l'affitto del ramo d'azienda molto di più di quanto Ericsson
stia ricevendo da H3G per l'appalto;
dal momento che H3G è il principale cliente
di Ericsson in Italia per la fornitura di apparati e servizi, si
può ipotizzare, secondo l'interrogante, che Ericsson abbia
accettato tale operazione principalmente per consentire ad H3G di
quotarsi in borsa e raccogliere liquidità;
la quotazione in borsa di H3G produrrebbe nell'immediato
guadagno per gli azionisti e i possessori di stock options;
per ora ENSI non ha effettuato tagli sul personale
dipendente ma per come è stata configurata l'esternalizzazione,
i lavoratori appaiono a rischio in considerazione del fatto che
se ENSI venisse costretta a chiudere perché privata dalla
commessa H3G, in base al nuovo diritto societario Ericsson, pur
controllando il 100 per cento di ENSI, risponderebbe dei debiti
solo nei limiti dell'irrisorio capitale sociale di ENSI (4 milioni
di euro, rispetto agli oltre 640 milioni che deve pagare per l'affitto
di ramo d'azienda nell'arco di cinque anni);
i lavoratori che hanno costruito una rete UMTS da
zero, lavorando duramente per più di tre anni sarebbero penalizzati
così come i piccoli risparmiatori che probabilmente non a
conoscenza della reale situazione finanziaria di H3G sarebbero lusingati
dalla possibilità di tariffe telefoniche agevolate in cambio
dell'acquisto di azioni H3G;
oltre un centinaio di lavoratori esternalizzati hanno
intrapreso un'azione volta ad ottenere l'accertamento dell'illegittimità
dell'esternalizzazione, il risarcimento del danno e il reintegro
in H3G;
il giorno 10 gennaio 2006 la direzione aziendale
di ENSI ha avuto un incontro con i sindacati sul progetto organizzativo
e con la possibilità di attivare la mobilità professionale;
il giorno 12 gennaio SLC-FISTeL-UILCOM e le RSU di
NSI hanno sottoscritto un comunicato nel quale viene evidenziata
la mancanza di correttezza dell'azienda nella conduzione delle relazioni
industriali e la preoccupazione per il futuro dei lavoratori, soprattutto
per quanto riguarda l'implementazione di una rete DVBH (TV digitale
terrestre) da parte di H3G senza servirsi di ENSI -:
se le operazioni societarie descritte in premessa
siano conformi alla normativa vigente in materia di esternalizzazioni;
quali iniziative, anche in coordinamento agli enti
istituzionali competenti, si intendano adottare a tutela dei lavoratori
e dei risparmiatori. (4-19617) |